Alla Trasvolata Atlantica del 1933 con Italo Balbo c’era anche il torremaggiorese Gen. Antonio Lippi

Segue articolo realizzato da Michele Antonucci e pubblicato sul sito della testata giornalistica on line www.capitanata.it . Alla trasvolata atlantica del 1933 c’era anche un torremaggiorese, si tratta del Gen. Antonio Lippi (1900-1957).

Nel 1933 la Regia Aeronautica fu protagonista della più grande impresa aeronautica di tutti i tempi: parliamo della Trasvolata dell’Atlantico organizzata da Italo Balbo. La squadra partì il 1 luglio 1933 da Orbetello (GR), sorvolò l’Europa, il Nord Europa, l’Islanda, Montreal (Canada),Detroit, Chicago ed atterrò il 12 luglio 1933 a New York.

Trasvolata Atlantica Italo balbo

Seguì una accoglienza esuberante e calorosa, il 21 luglio 1933 proprio a New York. Il quotidiano inglese Times scrisse:”L’impresa di Balbo e dei suoi uomini è la più gigantesca nella storia aeronautica”.

Dopo la partenza dei trasvolatori italiani a Chicago su un’antica colonna romana sono state inserite delle epigrafe che ricordano la Crociera del Decennale. E’ stata anche intitolata una strada ad Italo Balbo tutt’oggi esistente in prossimità del Lago Michigan, la Balbo Avenue.

Erano 25 idrovolanti Savoia Marchetti S.55 X motorizzati Isotta Fraschini con potenza di 750 cv, con candele e batterie della Magneti Marelli; erano organizzati in otto squadriglie. A bordo erano presenti 52 ufficiali piloti, 1 ufficiale ingegnere e 62 sottufficiali specialisti. Pochi sono a conoscenza che tra gli ufficiali piloti c’era anche il Capitano Antonio Lippi nato nella nostra Torremaggiore il 6 novembre del 1900.

Savoia marchetti

Il nostro concittadino era al comando dell’apparecchio I-LIPP nella squadriglia rosso stellata. Nominato nel 1920 sottotenente di vascello della Marina Militare, passò successivamente all’Arma dell’Aeronautica e conseguì nel 1924 il brevetto di pilota militare. Il 10 luglio del 1933 il Maestro Luigi Goffredo di Torremaggiore scrisse di lui sul quotidiano Il Popolo d’Italia quanto segue.

“Gli intrepidi aquilotti d’Italia, avvinti dalla poesia fulminante della gesta, finalmente hanno potuto appagare il loro vivo desiderio portando l’ala tricolore in terra straniera con una impresa che colpisce tutte le immaginazioni, che supera qualunque altra grande impresa aerea mondiale.

Della squadra atlantica fa parte un figlio di questa ardente terra dauna: il capitano Antonio Lippi, torremaggiorese puro sangue, giovane ardimentoso, appassionato aviatore. Nato a Torremaggiore nel 1900 da operosa famiglia di agricoltori tenaci,completò gli studi presso l’Istituto Nautico e dopo essere stato in Marina, passò presso l’Arma dell’ Aeronautica. A Desenzano del Garda, dove ottenne il brevetto da pilota si distinse per le sue eccellenti qualità morali e fisiche. Con serietà di propositi e fervore religioso curò la sua preparazione, si perfezionò e ben presto s’impose all’ammirazione dei compagni e dei superiori che gli affidarono delicati compiti assolti sempre con molto onore, zelo ed entusiasmo.

Era stato prescelto a far parte del gruppo che si allenava a Desenzano per partecipare alla Coppa Schneider; l’Italia però non vi partecipò ma lui continuò l’addestramento sicuro di poter essere utile in qualche altra occasione.

E l’ansia dell’attesa ritornò implacabile nella sua anima, ma non turbò affatto la sua calma, il suo indomito spirito di giovanile fierezza.

Chiamato a far parte della squadra volante provò una gioia immensa e ai familiari e agli amici che lo interrogavano egli preferiva tacere, perché considerava il suo spirito come una vela tesa al vento e per lui uomini e macchine s’identificavano in una sintesi grandiosa di puro lirismo epico.

La nostra provincia e particolarmente questa terra che gli ha dato i natali e tutti i cittadini di Torremaggiore, seguono con grande entusiasmo la galoppata aerea che darà all’Italia nuova fulgida gloria e con immenso orgoglio l’opera del Capitano Lippi, aquilotto intrepido e valoroso. Quando le ali fragorose saranno ritornate vittoriose ed il miracolo sarà compiuto per virtù della gioventù italica, Antonio Lippi riceverà gli onori del trionfo e la sua gente dauna lo saluterà con una meritata grandiosa manifestazione di giubilo.”

Dopo aver interpellato molte persone che erano presenti al rientro del trasvolatore a Torremaggiore, ad agosto del 1933, sono state riscontrate completamente le previsioni anzidette dal Maestro Luigi Goffredo.

Il Lippi durante la Seconda Guerra Mondiale fu destinato in Africa e nel 1942 con il grado di Colonnello prestò servizio allo Stato Maggiore armamenti aerei.

Svolse la sua opera di organizzatore per la ricostruzione delle scuole dell’Aeronautica Militare e dell’Accademia Aeronautica. Concluse la carriera militare con il grado di Generale di Divisione Aerea.

Collaborò anche presso la base Nato di Amendola (Fg) al collaudo del Fiat G91, il cacciabombardiere-ricognitore monomotore a getto ed ala a freccia che divenne qualche anno più tardi il velivolo ufficiale della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori; nella base dauna era presente la Scuola Volo Basico Avanzato Aviogetti.

Fu insignito sia della medaglia d’oro che di quella d’argento al valore aeronautico. E’ deceduto il 3 febbraio 1957 colpito da infarto cardiaco mentre si trovava al suo tavolo di lavoro a Palermo. Il Generale Lippi è sepolto a Roma presso il Cimitero Comunale Monumentale di Campo Verano.

Dal 1957 ad oggi non risultano né eventi né manifestazioni di tributo e di commemorazione da parte delle istituzioni locali nei confronti di questo concittadino valoroso e illustre che ha contribuito a rendere grande l’Italia; si nota la sola intitolazione di una strada secondaria nei pressi del Piazzale Enrico Fermi. Si ringrazia il nipote del Generale, il sig. Ennio Lippi che ha concesso questa intervista esclusiva per far conoscere qualche dettaglio del nostro concittadino trasvolatore.

Come si sente ad essere un discendente del Generale Lippi?

Noi siamo gli ultimi Lippi rimasti a Torremaggiore ed io sono molto orgoglioso di avere avuto uno zio così….

Potrebbe descriverci suo zio?

Alto, distinto, molto riservato, di bella presenza, con i baffetti e buono di animo.

Che ricordo ha di suo zio?

E’ deceduto quando avevo ventidue anni ma ricordo bene l’ultima volta quando è venuto a Torremaggiore. Era con due sottufficiali, essi tolsero tutti i libri dalla sua casa perché aveva venduto tutto e subito dopo è tornato a Roma. Aveva un bel rapporto con mio padre, erano infatti cugini di primo grado e si sentivano molto spesso…

I suoi parenti come accettarono la scelta di suo zio di intraprendere la vita militare?

Il Generale voleva evadere da Torremaggiore, aveva una grande passione per il volo che voleva concretizzare e la famiglia non ostacolò la sua scelta. I Lippi all’epoca erano ricchi proprietari terrieri ma lui non voleva collaborare nel settore agricolo con il padre.

Che rapporto c’è stato tra il Generale e Torremaggiore?

E’ stato un rapporto abbastanza scarso, poiché egli a 18 anni andò via da Torremaggiore e dopo ci tornò di rado…ma comunque lui amava la sua terra.

Qual è il suo ricordo più bello che ha di suo zio?

Un episodio che ricordo bene fa riferimento a quando lui andò alla locale Caserma dei Carabinieri con me per chiedere delle informazioni. Lui era in alta uniforme e non appena bussammo alla porta l’appuntato si mise ad urlare: Attenti! Il modo con cui si annunciava mio zio Generale mi rimase impresso…..doveva essere il 1955…

Voi familiari eravate a conoscenza all’epoca della trasvolata?

Non pubblicizzò con nessuno l’evento, lo sapemmo a cose fatte…..

Potrebbe dirci come fu accolto suo zio quando venne a Torremaggiore dopo della Trasvolata?

Io sono nato nel 1935, però mio padre mi raccontò tutto. Mio zio arrivò con il treno a San Severo, e ci fu un corteo di macchine che arrivò fino a Torremaggiore, il giro del corso fu fatto molte volte e la cittadinanza ne fu entusiasta di accogliere questo suo figlio valoroso. Il Corso era pieno di bandiere tricolori….

Come era strutturata la famiglia di suo zio?

Si sposò nel 1940 con Amalia Stingoni a cui seguì la nascita dei tre figli maschi, Nicola, Alfonso e Lorenzo, però i rapporti si sono persi dopo la sua morte….

Precisamente dove è nato suo zio a Torremaggiore nel 1900?

All’inizio di Via Garibaldi, ai quattro cantoni dove c’è il palazzo a due piani sopra la macelleria che fu di Giuseppe Antonucci prima e poi dei figli Lorenzo ed Ermete.

Il Generale lasciò qualcosa alla Città di Torremaggiore in ricordo della Trasvolata Atlantica?

Certo che sì, nel 1933 dopo la Trasvolata Atlantica egli regalò un modello molto grande completamente in alluminio del suo Savoia Marchetti , con due nastrini tricolori. Misteriosamente questo modello a partire dall’inizio degli anni Sessanta è sparito da Palazzo di Città e nessuno è a conoscenza della fine che ha fatto. Chiesi all’allora Sindaco De Simone se sapesse qualcosa ma non ci fu alcun riscontro in questo senso, quindi la scomparsa di questo modello resta un mistero. Va anche detto che mio zio durante la guerra aiutò molti torremaggioresi…


Non ritiene che ci sia stato poco interesse da parte del Comune di Torremaggiore nei confronti della commemorazione di suo zio?

Diciamo di sì, ci fu un interessamento da parte del consigliere comunale dott. Raffaele Maiellaro negli anni ottanta per ridenominare Via Garibaldi in Via Gen. Lippi, però non se ne fece nulla…..l’Amministrazione optò per una piccola stradina vicina alla zona mercato….

Vogliamo fare un appello alle istituzioni locali per dare lustro a questo concittadino illustre, per inserire magari una targa nel luogo dove è nato… o per fare qualche iniziativa per commemorare la sua figura?

Spero che ci sia la giusta sensibilità da parte delle forze politiche, nello specifico chi si occupa della valorizzazione della Cultura locale dovrebbe farsi carico di queste iniziative, le famiglie non possono pretendere nulla.Devono essere le istituzioni a decidere sulla commemorazione dei suoi concittadini illustri. Purtroppo in questo paese si pensa solo ad altro…. è sempre stato così! Non hanno mai commemorato i caduti torremaggioresi delle due guerre mondiali e questa la dice lunga su quale sensibilità ci sia alla faccia dell’ amor di Patria… spero in un cambiamento culturale per dare a Torremaggiore un futuro più roseo e più rispettoso di tutto il suo passato.

Ma Lei non è stato mai avvicinato da qualche politico, storico locale o professore di storia nel corso di questi circa sessanta anni per chiedere informazioni sul Generale?

Sì solo il Maestro Pasquale Ricciardelli che ha chiesto qualche informazione….ma tutto è finito lì…e parliamo di circa trenta anni fa…..

MitoAlfaRomeo.com

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