27 Giugno 2008
Sono rimasti in 18 per un posto di vigile urbano, ma erano partiti in 200 circa e fra poco, dopo una lunga ed estenuante attesa iniziata nel 2006, si conoscerà il nome del vincitore o della vincitrice. Si avvia al termine in questi giorni, con le prove orali, il concorso che l’amministrazione comunale di centrodestra ha indetto per rafforzare l’org anico alquanto carente della polizia municipale e che ha calamitato su di sé anche attenzioni particolari da parte delle forze politiche di opposizione del centrosinistra soprattutto per la presenza, fra gli aspiranti vigili attualmente in corsa, di candidati imparentati con alcuni esponenti dell’amministrazione comunale.
Questo concorso è comunque un’occasione ghiotta per chi cerca un lavoro (giovani e meno giovani con età fino ad un massimo di 46 anni) e infatti all’inizio le domande di partecipazione pervenute in Comune avevano fatto registrare un piccolo boom: quasi 200, ma all’avvìo della prova scritta si sono presentati in 50 e di questi soltanto 18 sono riusciti a superarla per essere ammessi alla fase finale della selezione. Per quanto riportato nel bando del concorso, la commissione esaminatrice – composta fra gli altri dal comandante dei vigili urbani Agostino De Florio e dal segretario generale Michele Zangardi – a conclusione dell’iter stilerà una graduatoria contenente i 18 nominativi, dal primo classificato all’ultimo che potrebbe tornare utile al Comune in caso di future esigenze: «La graduatoria selettiva resta efficace per un termine di 3 anni dalla data di pubblicazione per l’eventuale copertura degli ulteriori posti di pari categoria e profilo professionali che si venissero a rendere vacanti e disponibili successivamente all’indizione della selezione», come recita il bando del concorso.
Fonte: MICHELE TORIACO – La Gazzetta del Mezzogiorno
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16 Maggio 2008

Da una piccola realtà, ad un grande progetto in campo medico: l’Associazione culturale italo-americana “Torremaggiore-Buffalo” ha centrato un obiettivo senza precedenti: con infaticabile impegno il presidente del sodalizio, Gaetano D’Andrea, assistito da tutti i suoi collaboratori, è riuscito a realizzare un accordo importante fra l’Università di Foggia e la New York University di Buffalo per formare pediatri e creare progetti comuni di sviluppo nel campo dell’assistenza sanitaria in questo settore. L’accordo, siglato nella città americana di Buffalo, è anche frutto della presenza di una ex studentessa del Liceo classico “Fiani” di Torremaggiore (scuola gemellata con una scuola di Buffalo), Olga Ariano, studentessa di medicina all’Ateneo foggiano. A firmare il documento, alla presenza del sindaco di Buffalo, Byron Brown, c’erano Massimo Petteollo-Mantovani, docente di pediatria a Foggia e i colleghi americani Lorna Fitzpatrick e Teresa Quattrin rispettivamente direttrice del dipartimento di pediatria e direttrice del Centro di endocrinologia pediatrica della New York University. Nel testo del documento si legge che la partnership fra le due Università è finalizzata a promuovere relazioni scientifiche e progetti interdisciplinari, passando per interscambi professionali e l’organizzazione di iniziative, seminari e conferenze, con in più la possibilità di pubblicare tutto il lavoro svolto nel corso del progetto che è sponsorizzato anche da Consolato italiano e Regione Puglia. «La fiducia in questa iniziativa – spiega D’Andrea – ci viene in primo luogo dal fatto che non si tratta di uno dei soliti programmi ministeriali calati dall’alto, uno dei tanti gemellaggi che si fregiano di cerimonie ufficiali per poi scomparire nell’ombra, bensì di una proposta che scaturisce direttamente dai ragazzi». Per il presidente, «la novità di questo progetto, la sua sfida, sta nel connettere e avviare progetti comuni tra un’istituzione americana ed una italiana permettendo a medici della Scuola di specializzazione in pediatria della facoltà di medicina e chirurgia di Foggia,di trascorrere un periodo di stage presso il Centro specialistico del Children Hospital della New York University a Buffalo. La sfida maggiore aggiunge D’Andrea-sarà quella di superare la diversità strutturale dei due sistemi, didattico-formativo e di ricerca, che esiste tra l’università italiana e quella americana». [M.Tor.]
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Link: www.torremaggiorebuffalo.it
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