Comitato Spontaneo Per La Richiesta Di Interventi A Sostegno Della Crisi Vitivinicola 2008

A seguito delle gravissime notizie diffusesi relativamente al prezzo dell’uva per la vendemmia 2008 (15 euro, rispetto ai 27 euro della campagna dello scorso anno) ed a sostegno delle lotte già avviate a Cerignola, lunedì 8 settembre si è costituito a Torremaggiore il COMITATO SPONTANEO PER LA RICHIESTA DI INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA CRISI VITIVINICOLA 2008.

Il Comitato ha deciso innanzitutto di rivolgersi a tutti i lavoratori e produttori del settore vitivinicolo, alle organizzazioni sindacali generali e di categoria, alle forze politiche e sociali ed a tutte le Istituzioni dell’Alto Tavoliere per concertare una grande iniziativa di lotta comune per chiedere interventi urgenti rivolti a scongiurare una crisi gravissima che rischia di mettere in ginocchio definitivamente un settore importantissimo dell’economia agricola e generale del nostro territorio.

A tal proposito invita tutti gli interlocutori di cui sopra a partecipare ad una RIUNIONE TERRITORIALE DEL SETTORE VITIVINICOLO DELL’ALTO TAVOLIERE da tenersi giovedì 11 settembre alle ore 20 presso il Teatro Comunale di Torremaggiore, con l’obiettivo di rivolgere un appello forte ai rappresentanti del Governo e della Giunta Regionale, affinché SI ADOTTINO PROVVEDIMENTI URGENTI RIVOLTI A RIDURRE LE CONSEGUENZE DELLA CRISI:

– Riconoscimento dell’arricchimento dei mosti;
– Richiesta all’UE della distillazione di crisi;
– Interventi per la riduzione dei costi di produzione (costi carburanti, concimi e fertilizzanti, credito agrario, costi meccanizzazione…)
– Lotta alla sofisticazione ed alla speculazione.

Il COMITATO SPONTANEO PER LA RICHIESTA DI INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA CRISI VITIVINICOLA 2008

Fonte: http://torremaggioreinmovimento.blogspot.com

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3 Responses to Comitato Spontaneo Per La Richiesta Di Interventi A Sostegno Della Crisi Vitivinicola 2008

  1. Gifan ha detto:

    La colpa è degli stessi agricoltori che non hanno mai degnato il settore della dovuta visione strategica…di cui bisognava.

  2. Grazia ha detto:

    Macchè viviamo in un paese dove le cose importanti sono altre… i terreni non servono più per produrre beni essenziali e primari, ma servono per costruire inceneritori o diventare siti per le future centrali nucleari.
    I prodotti della terra saranno importanti dai paesi del terzo o quarto mondo e i nostri politici faranno i loro interessi (ma solo i loro) regalandoci cemento e scorie in gran quantità.
    L’agricoltura è in ginocchio ma il nostro governo se ne infischia! E già …. ha cose più importanti a cui pensare.

  3. Gifan ha detto:

    Non ritengo sia appropriato dar sempre la colpa dei fallimenti al/ai governo/i. Sono i produttori che debbono darsi una mossa e uscire dalla visione tradizionale dell’agricoltura e del contadino, indossando i panni dell’imprenditore che coltiva imprese. Basti pensare le piccole realtà romagnole, fiorentine e piemontesi, che realizzano fatturati da sogno solo e soltanto attraverso la cultura del rischio e dell’ingegno.;-)

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