Ospedale San Giacomo:stop ai ricoveri alla UTIR

Segnaliamo l’articolo di Michele Toriaco pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, in merito allo stop ai ricoveri presso l’unità terapia intensiva respiratoria del Presidio Ospedaliero “San Giacomo” di Torremaggiore.

Sospesi per ragioni di sicurezza i ricoveri nell’Unità di terapia intensiva respiratoria, si teme anche per il futuro funzionamento del reparto malattie respiratorie e pure dell’intera struttura ospedaliera di Torremaggiore. Non c’è pace per l’ospedale “San Giacomo” dopo la sua riconversione attuata a partire dal 2001 per effetto del Piano sanitario regionale.
Adesso una nuova tegola: manca il servizio di rianimazione, che non c’è mai stato in quella struttura, e allora la direzione generale dell’Asl di Foggia ordina la sospensione dei ricoveri di quei pazienti che hanno urgente bisogno di cure e assistenza che solo l’Unità di terapia intensiva respiratoria (Utir) può dare e garantire. Da oggi i pazienti che soffrono di una forte bronchite o polmonite potrebbero continuare tranquillamente a rivolgersi agli operatori sanitari del reparto di malattie dell’apparato respiratorio (Mar) dove si potrà contare sulla

disponibilità di 6 posti letto, nel “San Giacomo”, ma per i casi che presentano una certa gravità non ci sarà più un posto letto dei 6 che l’Utir contava fino a ieri, questo provvedimento sarà in vigore entro la fine di questo mese di aprile.

Nessuno sembra mettere in discussione bontà e qualità del servizio: nel Mar si registrano almeno 500 ricoveri l’anno e 150 nell’Utir con una mobilità attiva, cioè con pazienti provenienti da fuori Asl (Nord Barese, Molise, Campania), ma il provvedimento della direzione generale dell’Asl, per quanto dettato da ragioni di sicurezza, sembra comunque una contraddizione. In quella struttura ospedaliera, infatti, la mancanza di un servizio di rianimazione non peserebbe certamente solo sui pazienti affetti da problemi respiratori, ma anche sugli altri che vi si trovano ricoverati, ad esempio quelli in lungodegenza, o altri nel cosiddetto hospice (è il servizio di cure palliative per malati terminali la cui attivazione è prevista proprio in questi giorni), e anche sulla chirurgia in day surgery.
In altre parole, le ragioni di sicurezza invocate dalla direzione generale dell’Asl potrebbero portare in breve tempo alla sospensioni di qualsiasi attività ospedaliera (con lo stesso atto dirigenziale è stato sospeso anche il servizio di chirurgia plastica), in attesa magari che la stessa direzione
generale provveda ad eliminare quelle lacune nel campo della sicurezza, se davvero l’ospedale di Torremaggiore deve continuare ad esistere così com’è ora. Al suo interno, l’Unità di terapia intensiva, attivata nel 2007, è inserita nel reparto di malattie dell’apparato respiratorio, a sua volta aperto nel 2005. L’Utir esplica la sua importante funzione nel trattamento dell’insufficienza respiratoria mediante ventilazione meccanica non invasiva (con maschera nasale o facciale).

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