Crisi mercato vitivinicolo:chiesto incontro al Mipaf

Segue il comunicato stampa tratto dal sito istituzionale del Comune di Torremaggiore (FG) sull’incontro chiesto chiesto dall’Assessore Marinelli al Ministero delle Politiche Agricole in merito alla crisi del settore vitivinicolo.

Uva Torremaggiore

Alcuni articoli apparsi nelle settimane scorse sui maggiori quotidiani italiani lasciano intendere che il 2009 sarà un’ottima annata per il vino, con una discesa del 1% della produzione in ettolitri e la raccolta, ancora in corso, di 65 milioni di quintali in tutta Italia. Il prodotto dovrebbe essere di grande qualità stando ai dati provenienti dalla vendemmia ancora in corso. Sempre negli stessi articoli si lasciava intendere che nel mentre i francesi devono diminuire i volumi della produzione dello champagne, ad esempio, gli italiani possono permettersi il lusso di raddoppiare la produzione di bottiglie del Franciacorta. Il mercato europeo del vino tiene e si registrano degli incrementi delle esportazioni dall’Italia verso la Germania, mentre ci sono dei cali di vendita negli Stati Uniti dove la domanda è scesa del 14%. C’è da dire inoltre, che l’export sta perdendo di valore sopratutto in termini di fatturato grazie a un calo sensibile dei prezzi dovuto alla crisi più generalizzata dell’intera economia che ha pervaso il mondo. Il vino rosso da tavola ha perso il 23% del suo valore, i rossi DOC e DOCG sono scesi del 14%. Intanto la concorrenza australiana, cinese, cilena e indiana ha affilato le armi e mette sempre di più in difficoltà, dal punto di vista del prezzo e delle vendite, i vini italiani. Con il mercato americano sofferente e con quello italiano non eccezionale l’unica proposta che fanno i grandi produttori e/o imbottigliatori è di tenere basso il prezzo per tentare di far ripartire il mercato d’oltreoceano.I produttori di Torremaggiore, e non solo, sono in ginocchio con un prezzo dell’uva bassissimo o, addirittura non definito all’atto del conferimento. Come si fa in questo scenario ad essere ottimisti è una domanda che l’Assessore all’Agricoltura della Città di Torremaggiore, Aurelio Marinelli, girerebbe volentieri a coloro i quali parlano di “una vendemmia che rilancia il vino”.

campagna torremaggiore

“L’economia cittadina e più in generale della nostra zona e dell’intera Puglia – ha dichiarato l’Assessore – si basa in gran parte sull’agricoltura. Lasciare questo importante settore nell’incertezza e, addirittura nell’impossibilità di coprire finanche i costi è una cosa che non ci possiamo permettere. Per affrontare queste tematiche ho chiesto al Sottosegretario alle Politiche Agricole On. Antonio Buonfiglio un incontro e, nel caso fosse possibile, di organizzare su Torremaggiore, con i produttori, un momento di confronto per approfondire queste problematiche”.
E’ un tema quello del prezzo dei prodotti agricoli che si ripete ogni anno con maggiore o minore intensità, ma che va affrontato. Nelle prossime settimane l’Amministrazione Comunale, guidata da Alcide Di Pumpo, si adopererà per organizzare questo incontro anche nell’avvicinarsi della campagna olivicola che non si preannuncia differente da quella vitivinicola.

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2 risposte a Crisi mercato vitivinicolo:chiesto incontro al Mipaf

  1. nicola ha detto:

    Sono un produttore di uva da vino, uno dei pochi che nel nostro paese credeva alla qualità, ma purtroppo ho fallito sia per la qualità, che per la qualità (perchè non riconosciuta). Per questi motivi la maggior parte dei produttori di uva da vino, sia quelli che hanno mirato alla qualità, che quelli che hanno mirato alla quantità, sono sul con l’acqua alla gola.Secondo il mio parere questo accade, perchè noi tutti non abbiamo una organizzazione di categoria, che ci porta avanti. Tutti i vari sindacati, patronati,pensano solo a fare i loro interessi e poi passare all’ambita politica. Quindi concludo con una mia idea, cioè quella di unirci sotto una unica organinizzazione sindacale che faccia effettivamente i nostri interessi. E NON I LOROOOOOOO……

  2. luigi ha detto:

    anche io ho creduto nella qualità.. infatti ora estirpo tutto, fin quando i politici locali e non continueranno a “coprire” i falsi braccianti(o grossi proppietari di vigneti perlopiù abusivi)non ci sarà spazio per chi vuole lavorare seriamente, dei patronati meglio nn parlare altrimenti dovrei essere volgare

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