Crisi agricoltura:continua la protesta

Segnaliamo un articolo di Michele Toriaco pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno relativo alla protesta degli agricoltori sulla crisi del settore.

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Protesta agricoltori Torremaggiore

Posti di blocco alle porte della città e ronde anti-crumiraggio in campagna dove è in corso la raccolta delle olive: così gli agricoltori in sciopero da 2 giorni intendono affrontare la crisi del loro settore perché l’adesione della categoria sia la più massiccia e compatta possibile. Intanto carabinieri e polizia intensificano il controllo del territorio per prevenire eventuali momenti di tensione fra i manifestanti che hanno eletto il loro quartier generale su corso Matteotti e piazza della Repubblica sotto il Municipio dove il sindaco Alcide Di Pumpo, che ha incontrato una delegazione di agricoltori, ha proposto di istituire una speciale quanto improvvisata “unità di crisi”, allargata alla partecipazione dei colleghi sindaci dell’Alto Tavoliere e dei centri del Subappennino dauno settentrionale.

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Protesta agricoltori Torremaggiore

Lo scontento del mondo agricolo si accompagna ad uno sciopero in un settore dove è probabile che siano in atto subdole manovre speculative, ogni volta che gli agricoltori si apprestano ad avviare la raccolta dei prodotti: nelle scorse settimane durante la vendemmia ci si doleva per i prezzi dell’uva, oggi per quelli delle olive la cui raccolta è stata momentaneamente sospesa per la protesta. È anche e soprattutto in questo campo che si dovrebbero concentrare le attenzioni delle istituzioni alla ricerca di chiarezza: chi e come impone i prezzi di mercato per le produzioni? Ci sono controlli e chi li effettua? In una parola: ci vuole più trasparenza. Intanto assieme agli agricoltori scendono in campo anche sindacati e movimenti vari che così manifestano: «L’agricoltura meridionale sta morendo, sepolta da montagne di debiti, colpita da losche speculazioni con importazioni selvagge, soffocata da prezzi di fame per i produttori di grano, uva, olive e ortaggi e prezzi sempre più cari per i consumatori, dimenticata dal Governo che nella finanziaria non prevede nessun intervento per l’agricoltura».

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Protesta agricoltori Torremaggiore

E in più, anche «trascurata dalla Regione Puglia che ha ritardato l’emanazione dei Piani di sviluppo rurale e non emana alcun intervento di sostegno neanche per le calamità».
È ora di finirla e perciò chi protesta chiede al Governo, fra le altre cose anche : una moratoria delle passività con sospensione delle debitorie e concessione dei mutui decennali a tasso zero, un premio per il crollo dei prezzi dei prodotti, contributi previdenziali ridotti alla media europea, riduzione delle accise su carburanti agricoli, finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale e la declaratoria dello stato di calamità.

9 risposte a Crisi agricoltura:continua la protesta

  1. Nicola scrive:

    Era ora!!!!Continuate ad oltranza perchè solo così si può ottenere qualcosa….io sono in Emilia e con l’uva pagata a 28 euro al quintale gli agricoltori si lamentano, figuriamoci come c’hanno spezzato le gambe imponendo un prezzo di 13 euro.Quando gli ho detto che da noi l’uva è pagata a quel prezzo nessuno mi ha creduto, mi han detto che son prezzi da 3°Mondo, da far la fame e da vendersi tutto perchè è impossibile tirare a campare così!Su 1000 quintali d’uva, s’incassano 13000 euro, tolte le spese (iva, irrigazioni, prodotti fertilizzanti,concimazioni, gasolio agricolo, spese di manutenzione varie) restano 7000 euro….che spalmate su 12 mesi significa campare con 700 euro al mese…..e poi si vota una certa politica che pensa solo al NORD, agli industriali, che toglie soldi al Mezzogiorno, che difende le politiche agricole degli allevatori del latte del Nord che hanno trasgredito le regole….ma se il ministro delle Politiche agricole e forestali (ZAIA) è della Lega Nord, secondo voi, potrà mai pensare agli interessi della nostra Capitanata???Tanto poi verrà Silvio che con un bel sorriso e un pò di ottimismo vi fa credere chissà cosa e lo rivotate!Meditate gente, meditate!

  2. Linio scrive:

    Che commenti inutili,torna a torremaggiore e vedrai che le cose cambieranno,siete tutti bravi a parlare voi che scappate!!La politica serve poco,siamo noi che dobbiamo cambiare

  3. Lino scrive:

    Ah dimenticavo,7000 diviso 12 sono 583 euro al mese e senza tredicesima.

  4. Lino scrive:

    Ah dimentiva 7000 diviso 12 sono 583 euro al mese e senza tredicesiama…………….

  5. Nicola scrive:

    Chi ti parla è uno che viene giù per 1 mese a vendemmiare, ora scendo il 20 nov e ci sto fino al 7 dic per le olive, mio padre ha dei terreni e avendo comprato casa a torre, il mio obiettivo è quello di ritornare giù e proseguire quello che mio padre, con tanta passione e sacrificio, ha avviato…capito!!!!
    Io ero rimasto agli scioperi fatti con Prodi al governo, siccome a torre ormai anche i braccianti agricoli son diventati berlusconiani, ben venga che si ribellino al padrone!!!!

  6. Lino scrive:

    Apprezzo molto quello che dici,però io credo che non è la politica che deve cambiare le cose,ma siamo noi.Se tutti scappano e a torre restano solo” vecchietti”,la politica può fare poco.Crediamoci di più è piano piano vedremo i risultati

    • Nicola scrive:

      Hai ragione, forse il mio malcontento l’ho troppo politicizzato….cmq è bene che su qualsiasi problema se ne discuta e si agisca per risolverlo perchè alla fine a pagare le conseguenze o a trovarci un paese migliore saremo noi!Ciao

  7. luca scrive:

    sarebbe anche ora che :
    gli agricoltori iniziassero a pagare le tasse,
    non impiegassero gente in nero in campagna,
    le mogli che lavorano in azienda non prendessero la disoccupazione,
    ecc. ecc.
    avete ragione a lamentarvi MA …………..CHI E’ SENZA MACCHIA SCAGLI LA PRIMA PIETRA!

  8. carlo scrive:

    volevo dire che dal nord al sud e in tutta europa con questi prezzi non si puo andare avanti.questa e la politica europea e quella delle lobboy che comprano i l frumento a 13 euro quando 40 anni costava 30000 lire questa e la pac

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