Vendola cancella il consultorio familiare di Torremaggiore

Segue comunicato del COMITATO PER LA DIFESA DEL CONSULTORIO FAMILIARE

CONSULTORIO FAMILIARE TORREMAGGIORE

Con la D.G.R. n. 735 del 15 marzo 2010, resa nota solo da qualche giorno, è stata data attuazione alla D.G.R. n. 405/2009 (Progetto di riorganizzazione della rete consultoriale pugliese. Approvazione) e trasformato il prestigioso ed efficiente consultorio familiare di Torremaggiore in semplice “Punto di accoglienza”.

Hanno offeso e calpestato la STORIA, cancellando il PRIMO CONSULTORIO DELL’ITALIA MERIDIONALE, attivato nel 1976 subito dopo la Legge istitutiva nazionale n. 405/75 e molto prima della stessa Legge regionale (n. 30/77) e diventato un MODELLO per la Puglia e molte altre Regioni.

Hanno mortificato la professionalità dell’equipe di un servizio che ha un bacino di utenza superiore a 20.000 abitanti (oltre al Comune di Torremaggiore con i suoi 17.365 di abitanti, vi afferisce anche la popolazione del Comune di San Paolo di Civitate di 6.045 di abitanti e le donne dei Comuni di Serracapriola e Chieuti per le ecografie ostetriche e ginecologiche, essendo il C.F. di Serracapriola sprovvisto di ecografo): dal 1995 è stato attivato il Percorso di Accompagnamento alla Nascita, senza alcuna interruzione nel corso degli anni; è attivo, da quasi 15 anni, il Progetto “Infanzia ”; dal 2005 con incontri negli istituti superiori è stato promosso il “Consultorio Giovani”, pensato come centro d’informazione alla salute e all’affettività per ragazzi e ragazze fino a 19 anni, con possibilità di accesso diretto, anche senza appuntamento. Tutto questo in aggiunta ai compiti e finalità previsti dalla L. R. n. 30/77 soprattutto con un’attenzione particolare verso un’utenza per lo più fragile sia socialmente che economicamente.

Hanno violato gli stessi criteri fissati nella “griglia” della suddetta L. R. di riordino. Il C. F. di Torremaggiore soddisfa tutti i criteri di valutazione considerati, risultando idoneo per:

– Localizzazione della sede (posta al 2° piano di una struttura comunale integrata che consente agli operatori dei due servizi di seguire i numerosi casi inviati dalle autorità giudiziarie, costruendo un fitto lavoro di rete con maggiori possibilità d’incontri (così come definito dai Piani di zona) e migliore utilizzo delle risorse;
– Comodato gratuito della stessa;
– Assenza di barriere architettoniche
– Dotazione degli impianti a norma
– Metratura sufficiente per sala d’attesa, sala per l’accoglienza, sala per i colloqui psico-sociali e le psicoterapie familiari, sala per il percorso-nascita e gli incontri protetti, doppi servizi igienici.

Molti dei Consultori “salvati” non possono vantare questi requisiti.

SONO STATI ADOTTATI CRITERI GEOPOLITICI?

Il Sindaco Ciancio ha avuto un incontro con gli operatori e gli utenti del consultorio ed ha promesso il suo sostegno.

E’ LA CITTADINANZA INTERA CHE DEVE DIFENDERE I SUOI SERVIZI.

CHIAMIAMO TUTTI ALLA MOBILITAZIONE!!!

COMITATO PER LA DIFESA DEL CONSULTORIO FAMILIARE
Via Ariosto, n. 11 – Torremaggiore

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Una risposta a Vendola cancella il consultorio familiare di Torremaggiore

  1. prescus scrive:

    Vendola sei un verme!!!!

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