Michele Tartaglia segretario locale PD lascia incarico con SMS

Segnaliamo un articolo di Michele Toriaco pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno relativo alle curiose dimissioni da segretario locale del PD Michele Tartaglia effettuate con un SMS.

Michele Tartaglia segretario PD Torremaggiore

Michele Tartaglia segretario PD Torremaggiore

«Le dimissioni del segretario Pd? Devono ancora essere formalizzate e ratificate dal direttivo del partito, così come prevede il nostro statuto». Sms e politica, curioso retroscena: le dimissioni annunciate via Sms con un “messa g gio breve” sul telefonino, le nuove frontiere della politica locale. Avvolte ancora nel mistero perché improvvise e inaspettate, quelle del segretario del Partito democratico di Torremaggiore, Michele Tartaglia, hanno raggiunto nei giorni scorsi i dirigenti del partito sullo schermo del proprio telefonino, una prassi non proprio usuale come sostengono al Pd. «Dimissioni nella sostanza, ma non nella forma; per essere efficaci, infatti, vanno presentate e formalizzate in una riunione del direttivo del partito, cosa che non è ancora avvenuta», spiega il consigliere comunale Ennio Marinelli (Pd) che negli anni scorsi ha ricoperto anch’egli lo stesso incarico. C’è quindi da aspettare che Tartaglia convochi, a norma dello statuto interno, il massimo organo dirigenziale per formalizzare la propria decisione.

Michele Tartaglia con il Sindaco Vincenzo Ciancio e il Capogruppo PD Enzo Quaranta

Michele Tartaglia con il Sindaco Vincenzo Ciancio e il Capogruppo PD Enzo Quaranta

Intanto, l’annuncio delle sue dimissioni, «per motivi di lavoro», ha comunque destato sconcerto nella dirigenza del Pd e certamente anche nel sindaco Vincenzo Ciancio che probabilmente non si aspettavano un simile gesto, soprattutto in una fase politica così particolare e delicata che vede il Pd impegnato con il sindaco e tutto il cartello di centrosinistra in una trattativa con il centrodestra e il centro per cercare un accordo che eviti il rischio di nuove elezioni. Per la cronaca, alle amministrative di fine marzo, chiuse con la vittoria di Ciancio al ballottaggio contro il candidato del centrodestra, l’esito del primo round premiò le liste di centrodestra che ottennero 11 dei 20 seggi disponibili in consiglio comunale; al centrosinistra ne andarono 7 mentre i restanti 2 furono assegnati alle liste di centro. In pratica, il nuovo sindaco di Torremaggiore non ha una sua maggioranza a sostenerlo, per cui è alto il rischio di ingovernabilità che potrebbe sfociare nel ricorso alle urne.

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