PRC Torremaggiore:La Cosa Nata Male Finisce Peggio!!!

Segue comunciato del Partito della Rifondazione Comunista di Torremaggiore, che commenta la situazione che si è creata dopo il consiglio comunale del 29 luglio 2010 che vede un’alleanza tra PD-PDL-IDV-Nuovo PSI

PRC TORREMAGGIORE

Dal 1945 al 2002 a Torremaggiore la sinistra ha avuto la maggioranza relativa ad ogni tornata elettorale.
E’ solo dal 2002 che, grazie al sindaco ribaltone eletto con i voti del centro sinistra passato al centro destra, c’è stato l’avvento di una amministrazione di centro destra durata 8 anni. In questo periodo Torremaggiore si è trasformato in un Paese fermo nelle attività produttive ( se non soddisfavano gli appetiti dei soliti amici del mattone),è aumentata la disoccupazione e…le tasse, vedi la Nettezza Urbana e i servizi in generale. In questi anni la politica clientelare ha preso il sopravvento tanto è che nelle ultime amministrative i candidati del centro destra promettendo mari e monti hanno ottenuto la maggioranza dei voti poi, grazie alla legge elettorale “porcata” con il voto disgiunto, al ballottaggio ha vinto il candidato sindaco che non veniva visto come un politico ma come “uno di noi”(?). Anche in questo caso si è dimostrato che a Torremaggiore esiste una grossa confusione politica:da un lato si votano e premiano i venditori di fumo, dall’altro si chiede di cambiare politica.
Era evidente a tutti che con una maggioranza di centro destra e un sindaco di centro sinistra non si può amministrare e il sindaco doveva fare un’unica cosa politicamente seria: andare in Consiglio Comunale dimissionario con il proprio programma elettorale e vedere chi lo votava ( visto che il centro destra si era già spaccato con tre fuoriusciti). Invece che è successo nel Consiglio Comunale del 29 luglio u.s.? E’ stato votato un presidente del Consiglio di centro destra, un vice presidente del centro ed un programma che ha accolto anche punti del programma del centro – centro destra.
Il centro sinistra si è autosciolto in una cosa indistinta che ha fatto scomparire la maggioranza e l’opposizione in Consiglio, oggi c’è un governo cittadino di “salute pubblica” che in nome del “bene del Paese” e contro il commissariamento prefettizio si è unito in una “santa alleanza”.
SARÀ UN GOVERNO BALNEARE PERCHÉ NELLA PRIMAVERA PROSSIMA IL CENTRO DESTRA RITIRERÀ L’APPOGGIO AL SINDACO FACENDOLO ANDARE A CASA BEN COTTO.
La Torremaggiore politica può vantare due conquiste: una dei sindaci trasformisti, l’altra del superamento del programma politico già etichettato come uguale da ogni componente politica, per questi signori oltre a non esserci più la destra o la sinistra politica, non c’è nemmeno un programma diverso.
Ecco cosa si intende per superamento della politica, la grande ammucchiata.
La realtà è diversa, grazie ai tagli del governo berlusconi i Comuni saranno sempre più in mutande e i Consiglieri comunali non faranno altro che sentirsi tutti sindaci in seconda da controllarsi a vicenda (detto in Consiglio) per dimostrare di non aver perso la propria identità politica (?).

L’Amministrazione comunale che c’è oggi a Torremaggiore è figlia di una porcata politica che non ha futuro.

Compito dei cittadini sarà quello di rivendicare nella pratica il bene del Paese che vuole dire tra l’altro: sviluppo sociale, amministrazione trasparente, riqualificazione delle periferie dormitorio e creazione di un servizio di bus, salvaguardia dell’Ospedale e della medicina territoriale, sviluppo occupazionale, aiuto all’agricoltura, al commercio e lo sviluppo delle infrastrutture carenti.

PER RIFONDAZIONE COMUNISTA NON SONO LORO CHE SI DEVONO CONTROLLARE A VICENDA MA DEVONO ESSERE I CITTADINI A MANDARLI A CASA PERCHÉ LA POLITICA È UNA COSA SERIA CHE HA UNA IDENTITÀ NON LEGATA AL PORTAFOGLIO MA AL BENE COMUNE.

NON SIAMO TUTTI UGUALI PERCHÉ LA DESTRA DIFENDE I PRIVILEGI, LA SINISTRA I BISOGNI.

3 risposte a PRC Torremaggiore:La Cosa Nata Male Finisce Peggio!!!

  1. Libero scrive:

    Bravi avete centrato!

  2. Antonio scrive:

    LA COERENZA DEL CENTRO-DESTRA

    Il 7 luglio sulla Gazzetta di Capitanata appariva questo articolo scritto sulla base di un comunicato del centro-destra diffuso alla stampa, dopo una lunga serie di annunci di dimissioni in blocco che dovevano avvenire dal primo giorno dopo il ballottaggio e mai avvenute:

    Comune, e il centrodestra rinuncia a ogni trattativa
    PDL E NUOVO PSI ESCLUDONO QUALSIASI ACCORDO
    TORREMAGGIORE – Se vuole e ci riesce il sindaco cerchi altrove i numeri per governare, non conti più sulla disponibilità dei consiglieri di centrodestra del Pdl e del Nuovo Psi: chiaro e forte è questo il messaggio indirizzato al primo cittadino Vincenzo Ciancio (centrosinistra) dai consiglieri Leonardo De Vita (ex candidato sindaco), Pasquale Monteleone, Marco Faienza, Valerio Zifaro, Anna Lamedica, Domenico Di Pumpo, Raffaele De Santis e Livio Nesta. Dopo tre mesi di trattative inconcludenti, significa “rottura definitiva” e aumento del rischio di ingovernabilità e quindi del ritorno al voto anticipato. «Abbiamo deciso di fare opposizione responsabile in un’ottica di esclusiva tutela degli interessi generali della nostra città», sostiene De Vita, aggiungendo che questa decisione, maturata con forte ritardo rispetto ai tempi delle elezioni amministrative di fine marzo e del ballottaggio dell’11 aprile, «è nata dall’estenuante lungaggine nelle trattative, dal mancato rispetto dei percorsi da seguire e da un’attività spesso inconcludente soprattutto da parte del Partito democratico». Una situazione che «mal si concilia con l’obiettivo di perseguire gli interessi generali della città che era intento prioritario» alla base delle trattative volute da Ciancio per cercare un’intesa a largo raggio – centrosinistra, centro e centrodestra – in grado di superare l’handicap del sindaco senza maggioranza in consiglio e dunque dare alla città un’amministrazione certa. È necessario, a questo punto, ricordare che il risultato delle elezioni ha prodotto una situazione paradossale, ma comunque prevista dalla legge elettorale: al primo turno le liste di centrodestra in appoggio di De Vita, superando il 50 per cento delle preferenze, hanno conquistato la maggioranza degli 11 seggi sui 20 disponibili in consiglio. Al sindaco Ciancio, vincitore del ballottaggio, sono andati 7 seggi di centrosinistra mentre i restanti 2 li ha ottenuti l’ex candidata sindaco Mina Leccese (centro). Subito dopo le elezioni, gli 11 di centrodestra hanno minacciato di dimettersi in massa per andare a nuove elezioni; cosa che non si è verificata perché, a quanto sembra, non ci sarebbero più 11 disponibili a rassegnare le proprie dimissioni. Nel mezzo, il tentativo di Ciancio che oggi sembra naufragato definitivamente; o meglio, con Pdl e Nuovo Psi a fare opposizione, il sindaco potrebbe evitare il commissariamento del Comune solo se riuscisse ad ottenere i numeri per governare con il sostegno dei 2 consiglieri di centro e dei 3 del “gruppo indipendente” ex di centrodestra. Al momento non si sa se eventuali trattative siano state intavolate per aprire un altro fronte.

    Michele Toriaco
    Gazzetta di Capitanata
    7 luglio 2010

    Dopo la “rottura definitiva” come detto da loro, il 29 luglio 2010 il centro-destra si presenta in consiglio comunale e vota sia il programma (che è di centro-sinistra non di centro-destra come dicono loro) sia il Presidente del Consiglio. Il 1° agosto il PDL provinciale smentisce con un articolo sempre sulla Gazzetta di Capitanata che ogni coinvolgimento del PDL è improponibile e boccia la nuova amministrazione Ciancio:

    Ma il Pdl foggiano boccia la nuova amministrazione
    L’INTESA RAGGIUNTA DOPO QUATTRO MESI DI ESTENUANTI TRATTATIVE

    TORREMAGGIORE – Da Foggia il Pdl provinciale “boccia” la nuova amministrazione comunale di Torremaggiore: “Per noi resta improponibile il coinvolgimento diretto del Pdl locale nella formazione di una qualsiasi maggioranza”, cosa che invece è avvenuta nei giorni scorsi con la sola eccezione del consigliere Pasquale Monteleone rimasto fedele alle direttive del Pdl provinciale. E a Torremaggiore anche l’Udc critica “l’inciucio politico” targato centrosinistra-centrodestra e lo stesso fa il suo unico consigliere Domenico Trombetta che si allinea col partito non votando il punto sul programma: “Al momento della votazione sulle linee programmatiche presentate dal sindaco Vincenzo Ciancio, ero fuori dall’aula”, afferma Trombetta. E non era il solo: anche uno del Partito democratico, il consigliere Enzo Quaranta, ha preferito non pronunciarsi sull’argomento, facendo compagnia a Trombetta fuori dall’aula del consiglio. Va da sé che l’assenza al voto del consigliere Quaranta, esponente di spicco del Pd che alle elezioni amministrative di fine marzo aveva scelto e candidato Ciancio, la dice lunga sui possibili attriti nel partito e quindi nella nuova amministrazione. Probabile che la posizione di Quaranta si chiarisca, fermo restando che oggi gli unici consiglieri ufficialmente “opposizione” sono Pasquale Monteleone (Pdl) e i tre “indipendenti” Raffaele Manna, Nicola Cirignano ed Emilio Manzelli che hanno votato contro alle linee programmatiche presentate dal sindaco Ciancio. Per la cronaca, a favore si sono espressi Annalisa Costantino, Nicola Calvitto, Ennio Marinelli, Mauro Prencipe, Salvatore Russo e Nicola Nirchio (centrosinistra), Valerio Zifaro (presidente del consiglio), Annamaria Lamedica, Leonardo De Vita, Marco Faienza, Domenico Di Pumpo, Raffaele De Santis (Pdl) con Livio Nesta (Nuovo Psi), Mina Leccese (centro, vicepresidente del consiglio). Per la cronaca, il sindaco Vincenzo Ciancio, candidato per il centrosinistra, ha vinto le elezioni al ballottaggio dell’11 e 12 aprile, ma al primo turno di fine marzo era stato sconfitto dal rivale Leonardo De Vita, candidato sindaco del centrodestra, che però non aveva ottenuto il quorum necessario. Il meccanismo dell’anatra zoppa si è verificato perché al primo turno elettorale le liste di centrodestra, che appoggiavano De Vita, da sole hanno ottenuto più del 50 per cento dei voti: in questo caso la legge elettorale prevede l’assegnazione a quelle liste della maggioranza dei seggi disponibili nel consiglio comunale; nel caso di Torremaggiore il centrodestra si è portato a casa 11 seggi dei 20 assegnati al Comune.

    Michele Toriaco
    Gazzetta di Capitanata
    1 agosto 2010

    Bene, loro coerentemente con quello che avevano sempre detto (le dimissioni in blocco) e nel rispondere al PDL provinciale dicono con un comunicato apparso sulla Gazzetta di Capitanata questo:
    Maggioranza precaria, il Pdl non cambia linea
    FA DISCUTERE LA DECISIONE DEL PARTITO DI SOSTENERE IL SINDACO DI CENTROSINISTRA
    TORREMAGGIORE – Il sindaco di centrosinistra attuerà anche il programma del centrodestra, ecco perché il Pdl ha votato a favore della nuova amministrazione comunale di Torremaggiore. Lo si apprende da un comunicato che il “Popolo della libertà” (centro – destra) ha diffuso all’indomani della quarta seduta consecutiva del supremo organo amministrativo del Comune, quella in cui il sindaco Vincenzo Ciancio (centrosinistra) è riuscito (per ora) a superare lo scoglio dell’ingovernabilità (perché fino a quel momento non aveva una maggioranza a sostenerlo) e quindi ad azzerare il rischio di nuove elezioni. Dopo la bocciatura del Pdl provinciale, che ieri ha ammonito il Pdl locale a non “lasciarsi coinvolgere in maggioranze di nessun tipo”, arriva la replica da Torremaggiore: “Non si tratta di accordo politico, ma programmatico”. E ancora: “Il nostro voto a favore – si legge nel comunicato – sulle linee programmatiche esposte dal sindaco Ciancio, con la sola eccezione del consigliere Pasquale Monteleone, è la coerente conseguenza dovuta al fatto che il sindaco nella esposizione del nuovo programma, che intende attuare nell’amministrazione della nostra città, ha recepito la quasi totalità del programma esposto dal Pdl in sede di campagna elettorale. Negare la fiducia su quel punto posto all’ordine del giorno del consiglio sarebbe valso a rinnegare le proprie linee programmatiche”. Al Pdl locale, cui è andata la presidenza del consiglio (Valerio Zifaro), sono convinti che “la nostra linea è sempre quella manifestata all’indomani delle elezioni comunali che hanno sancito la vittoria politica del centrodestra e l’elezione a sindaco di Vincenzo Ciancio espressione di centrosinistra. Si è preso atto del risultato ibrido e, con senso di responsabilità, si è assunta una posizione di controllo e di giudizio sull’operato del sindaco. Infatti nella composizione della giunta il Pdl non ha avuto alcun ruolo; essa è frutto delle decisioni del sindaco che, proprio in conseguenza del risultato elettorale, ha proposto una giunta tecnica che lavori sulle maggiori questioni che attengono alla nostra città. Ciò è stato ribadito anche in consiglio comunale dal consigliere Leonardo De Vita (ex candidato sindaco centrodestra) sostenendo che il Pdl non ha sancito alcun accordo politico con nessuna delle forze politiche presenti. “Di volta in volta – spiega – il partito esprimerà la propria decisione sulle questioni che la nuova giunta presenterà all’ordine del giorno. Se saranno di interesse generale, rivolte al bene comune vedranno l’appoggio del Pdl, altrimenti il giudizio sarà negativo”.

    Michele Toriaco
    Gazzetta di Capitanata
    2 agosto 2010

    E’ giusto puntualizzare che il programma che hanno votato è del centro-sinistra e non del centro-destra. Non era noto che il Presidente del Consiglio facesse parte del programma del centro-destra, forse sarà per questo che il sindaco Ciancio ha iniziato ad “attuare” il programma del centro-destra e ha incassato il consenso del centro-destra ad un programma di centro-sinistra. Miracoli programmatici!!!

  3. toriaco valeria scrive:

    la cosa peggiore -in questo caos- è che diventa difficile per noi che ne facciamo parte, figuriamoci i poveri cittadini.Quando mi viene posta la domanda -” di quali partiti è composta l’amministrazione ?”.E’ complesso rispondere a loro.E sopratutto spiegarli che -oltre ad una amministrazione vasta-, all’interno dei loro partiti stessi ci sono delle rotture.

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