Comunicato Movimento Socialismo Dauno riguardo il Piano Sanitario Regionale

Segue comunicato ufficiale della Segreteria Provinciale del Movimento Socialismo Dauno relativo al Piano Sanitario Regionale.

Il Governo regionale pugliese ha emanato il piano di rientro della spesa sanitaria da realizzarsi nell’arco del triennio 2011-2013 con interventi strutturali di tagli alla spesa sanitaria regionale concernenti la riqualificazione della rete ospedaliera, la farmaceutica, la razionalizzazione nell’acquisto di beni e servizi e la spesa del personale del Servizio Sanitario Regionale.
I provvedimenti prevedono, sia nella sanità pubblica che in quella privata, una riduzione dei posti letto per acuti con conseguente rideterminazione della rete ospedaliera regionale che deve muoversi secondo una logica di qualità dei servizi sanitari alla persona.
L’Associazione “Socialismo Dauno”, raccogliendo le forti preoccupazioni e l’allarme che il varo di queste misure sta suscitando tra la popolazione del nostro territorio, sin da prima dell’estate scorsa ha sollecitato un confronto di merito al fine di scongiurare il rischio di soppressione di servizi sanitari essenziali per la salute e la corsa al pensionamento che, con il blocco del turn over, potrebbe costituire un ulteriore dequalificazione dell’assistenza sanitaria in capitanata.
Nel merito delle problematiche, l’Associazione “Socialismo Dauno”:
1. Contesta la ricetta Tremonti che ha obbligato le regioni ad un piano di rientro che per la Puglia significa, per rispettare il patto di stabilità, un risparmio di spesa di 450 milioni di euro senza del quale si rischia di non ricevere i 500 milioni sulla dotazione del prossimo Fondo sanitario regionale. Del resto tale critica a

Tremonti è sollevata da molti amministratori, sia di centro-destra che di centro sinistra, del nord e del sud. Infatti, l’imposizione del Governo Nazionale di concentrare i tagli alla spesa sulla prima annualità del triennio 2010-2012 obbliga, nei fatti, un taglio “immediato” di 2200 posti letto in Puglia associato ad un preoccupante “futuro” per l’ulteriore contraccolpo dovuto al blocco del turn over, accentuato dalla corsa al pensionamento quale conseguenza dalla manovra finanziaria del Ministro Giulio Tremonti.
2. Il piano di rientro programmato dalla Regione Puglia deve essere occasione di potenziamento dei servizi territoriali come i distretti sociosanitari, le residenze sanitarie assistite, i poliambulatori, l’assistenza a domicilio, ecc..
3. Nell’ottica di assicurare al cittadino prestazioni di sicura qualità è evidente che il paziente, ricoverato in ospedale, deve entrare in un circuito virtuoso che soddisfi in loco tutte le esigenze cliniche di cui abbisogna. Sicuramente gli ospedali con meno di 50 pl e non più di tre unità operative (reparti) non possono soddisfare queste esigenze primarie e quindi sono destinati ad essere riconvertiti con contestuale definizione delle loro nuove e diverse funzioni.

4. Il Riuniti di Foggia, insieme agli ospedali di Manfredonia, San Severo e Cerignola saranno destinati ad accogliere i pazienti “acuti” mentre gli ospedali di Torremaggiore, San Marco in Lamis e Monte S. Angelo, necessitano dell’attivazione immediata di un percorso di conversione-riqualificazione con attribuzione di attività correlate al territorio su cui insistono ed a scelte ed investimenti già posti in essere.

5. Le strutture di Torremaggiore e Monte S. Angelo, accorpate ai presidi ospedalieri rispettivamente di San Severo e Manfredonia, potrebbero essere destinatarie di attività per le quali sono già state fatte scelte in passato ed importanti investimenti:
• a Torremaggiore, l’Hospice attende solo la sospirata apertura, così come potrebbe continuare a trovarvi allocazione, in locali recentemente ristrutturati, la Unità di Degenza Post Acuti.
• a Monte S. Angelo può essere confermato l’indirizzo geriatrico associando all’unica RSA pubblica della Regione Puglia (con 40 posti letto e lunga lista di attesa) la lungodegenza dell’ospedale di Manfredonia atteso anche che Monte S. Angelo è comune di montagna;
• sia Torremaggiore che Monte S. Angelo conserverebbero, fondamentalmente, i servizi ambulatoriali ed amministrativi già esistenti pur contribuendo in modo significativo al “taglio” chiesto dal governo.
6. La struttura di San Marco in Lamis, come previsto dal Piano Attuativo Locale della ASL FG sarebbe riconvertito in Ospedale del Territorio con 10 p.l. di medicina interna ed annessi servizi poliambulatori ali, oppure RSA ed Hospice;
7. Vanno, inoltre, ripensate le attività’ del presidio ospedaliero di Lucera che, ben collegata alla citta’ capoluogo, potrebbe diventare centro sanitario Universitario, estensione degli ospedali Riuniti – Universita’ di Foggia, in modo tale che la perdita di posti letto per acuti che complessivamente subirebbero Foggia e Lucera trovi compenso mediante un travaso-riqualificazione dagli OO.RR a Lucera in modo tale che siano apportati alla popolazione locale non disagi, ma ulteriori benefici.
8. L’Ospedale d’Avanzo di Foggia ha ormai perso il ruolo storico di “isolamento” delle patologie respiratorie contagiose. Infatti, la moderna pneumologia è volta al trattamento delle malattie

ostruttive respiratorie, della insufficienza respiratoria e delle neoplasie polmonari. L’approccio a tali patologie è senza alcun dubbio multidisciplinare sia nella diagnostica che nei protocolli terapeutici. Risulta naturale che i reparti attuali del D’avanzo e cioè le pneumologie , la terapia intensiva respiratoria , la dermatologia e la medicina legale, trovino quanto prima, allocazione all’interno del policlinico nella logica condivisa che i reparti per acuti devono per necessità clinica essere confinati in un unico spazio comune.
Lo stabile del D’avanzo potrebbe seguire un destino diverso ma altrettanto utile alla comunità di Capitanata.
Presso il D’avanzo potrebbe realizzarsi il polo provinciale di Riabilitazione. La centralità del capoluogo con l’ottima mobilità di superficie (strade, ferrovia, aeroporto), la rendono unicamente idonea in tutta la provincia ad accogliere il polo riabilitativo e il presidio D’Avanzo, con il parcheggio interno e il parco, è sede ideale per la strutturazione di tale attività con notevoli vantaggi pratici per l’utenza ma anche con notevoli vantaggi economici per la ASL della provincia di Foggia.
9. E’ necessario inoltre che gli ospedali di Manfredonia, San Severo, Cerignola riescano contemporaneamente a sviluppare una grande sensibilita’ rivolta soprattutto all’urgenza – emergenza. Per intenderci, i pronto Soccorso di tali presidi vanno notevolmente attrezzati e modernizzati riducendo al minimo i tempi d’attesa dell’utenza. Parimenti vanno migliorate le prestazioni di urgenza-emergenza sul territorio, soprattutto nei centri ove si intende rimodulare l’attività ospedaliera.
10. Con la drastica riduzione dei posti letto per acuti, particolare attenzione merita la prevenzione primaria, rilanciando progetti ed interventi in essere o da programmare.

L’associazione Socialismo Dauno convinta nel sostenere le azioni poste in essere dal Governo della Regione Puglia attraverso il Piano di Rientro della spesa Sanitaria, si presenta alle audizioni della Commissione regionale Sanità con considerazioni e proposte concrete e realizzabili, ritenendo che soprattutto in questa delicata congiuntura sociale ed economica la partecipazione debba accompagnarsi a responsabilità e possibile qualità.
Al fine di sopperire al blocco del turnover si potrebbe pensare, per i medici di medicina generale, di attuare un credito formativo per l’emergenza e successivamente attraverso una convenzione utilizzarli nei pronti soccorsi o sulle ambulanze del 118.
– Utilizzo di staff delle aziende sanitarie per programmare interventi di day service negli ospedali dismessi che hanno sale operatorie.

LA SEGRETERIA PROVINCIALE

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