Fabbrica di Nichi Torremaggiore:Dov’è finita la nostra Festa del lavoro?

Torremaggiore 1° Maggio Festa del Lavoro 2010 – 1° Maggio Festa del Lavoro 2011

E’ passato appena un anno dalla elezione di Vincenzo Ciancio, uno di noi, a Sindaco della nostra Città, e già sono calati i fervori democratici e di partecipazione popolare annunciati e che avrebbero dovuto connotare interventi e comportamenti futuri.

In questo inutile anno amministrativo trascorso c’è stato oblio e disattenzione per la celebrazione del :
– 25 aprile- Giorno della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo
– 1° Maggio – Festa del lavoro, dei diritti, della democrazia, dell’affermazione dell’art. 1 della Costituzione Italiana
Appena un anno fa, un drappello bardato di foulard e cappellini tricolori marchiati CISL, accompagnato dal sindaco con fascia, da volontari della buona politica e qualche neo eletto consigliere comunale in cerca di visibilità, ha improvvisato un corteo su Corso Matteotti, dopo un doveroso omaggio al monumento dedicato ai lavoratori Antonio Lavacca e Giuseppe Lamedica, uccisi nel 1949 dalla polizia di Scelba , durante una manifestazione per il lavoro.

Un gesto significativo e apprezzato da chi aveva in passato da sempre festeggiato il 1° Maggio e che ora , finalmente, coglieva il segno della speranza e della condivisione di valori comuni.
Quel giovane vento di primavera è durato il tempo di una stagione, ha ceduto il posto al silenzio.

E’ diseducativo non ribadire ogni data storica e ogni momento della nostra vita civile.
Ciò genera l’indifferenza, distoglie l’attenzione che invece deve essere costante e gridata sempre per mantenere viva la memoria , la consapevolezza, la lotta per il lavoro e il rispetto delle regole democratiche. Per richiamare gli adulti a ricordare e i giovani ad ascoltare, capire, partecipare, diventare protagonisti.

Dobbiamo uscire dall’ipocrisia.

Non si tratta di essere inclini alle celebrazioni formali di tutto, quanto di cogliere l’occasione per parlare del valore del lavoro, delle conquiste ottenute e che ora sono in pericolo per tutti. Si tratta di stabilire un legame tra chi il lavoro ce l’ha e chi lo cerca o lo svolge in modo precario o in nero, senza tutele e diritti, in una realtà cittadina dove i problemi si vivono in solitudine e che si riunisce solo quando ci sono le elezioni e le feste religiose.

I Sindacati tacciono, i Partiti rinunciano alla loro funzione di rappresentanza, si mettono nell’angolo, non sono rappresentati e non hanno forza organizzativa. Rischiamo la morte civile in un paese che diventa sempre più povero culturalmente.

La politica non abita più qui. I nostri giovani, la linfa del nostro futuro, se ne vanno ed in questo difficile momento storico corriamo anche il rischio di perdere la nostra memoria collettiva.

Comunicato Stampa ufficiale
Fabbrica di Nichi – Torremaggiore

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