Il Dott. Roberto D’Amore lascia il Popolo della Libertà di Torremaggiore

Pubblichiamo il comunicato stampa ufficiale del dott.Roberto D’Amore, la responsabilità del contenuto è esclusivamente dell’autore.

Con grande dispiacere e dopo aver creduto con tutte le mie forze in un partito che poteva essere una forza politica credibile, sia per gli aderenti che per la cittadinanza decido di lasciare il Popolo della Libertà in maniera irrevocabile.
Dopo tanti anni di passione politica vissuta dall’esterno,nel 2010,a trenta anni mi sono sentito pronto per scendere nell’ “arena” politica locale in prima persona svolgendo la campagna elettorale per le elezioni amministrative di marzo 2010 con relativa candidatura. Sono riuscito ad ottenere tra l’altro un risultato sorprendente dato che era la mia prima volta e riuscendo di fatto a conquistare il seggio di consigliere comunale con la lista civica De Vita Sindaco al primo turno.
Successivamente ho dovuto cedere il posto da consigliere al dott. Leonardo De Vita dopo la sconfitta al ballottaggio.
Nonostante gli impegni di lavoro e la mancanza (o quasi) di tempo libero decisi di fare questo passo naturalmente spinto, non da interessi economici o personali, ma solo da una forte passione e dalla voglia di dare un contributo positivo per l’intera collettività e di conseguenza per una Torremaggiore diversa, più bella, più sicura, più vivibile e per limitare il fenomeno dell’emigrazione giovanile verso altre realtà. Nonostante facessi parte del direttivo del Popolo della Libertà e nonostante l’impegno profuso ed il risultato ottenuto,a parte gli inviti per riunioni di minor importanza ,mi ha amareggiato e sorpreso molto che i dirigenti politici del partito dopo la campagna elettorale( soprattutto dopo il ballottaggio) non mi hanno mai contattato per chiedere il mio parere su come affrontare il complesso fenomeno dell’anatra zoppa che si era venuto a verificare, nè tantomeno vi è stato un confronto su altre scelte politiche importanti.
Dico io, è questo il modo di trattare coloro che si sono spesi per essere alternativi alla sinistra? Accordo programmatico o accordo politico? Ribaltone sì, ribaltone no? Inoltre a prescindere dall’essere più o meno d’accordo sulla linea politica da seguire ,si possono fare certe scelte non chiamando gli iscritti oppure si intende fare politica “solo” in campagna elettorale? Non mi sento rappresentato da queste persone! Non mi ritrovo in un partito dove non esiste democrazia interna, dibattito, confronto sui programmi, sulle decisioni da prendere per il bene del partito e della collettività. Sono e resto una persona che ha dei valori di centro-destra e non ho mutato le mie convinzioni ideali. I miei valori ed i miei ideali non li ho mai messi in discussione, la mia è una non condivisione sull’agire della classe dirigente locale del Popolo della Libertà, che continua a fare manovre tra l’altro contro la volontà chiara del Coordinamento Provinciale e anche della volontà dei cittadini torremaggioresi che li hanno sostenuti. Ammettiamo pure che la scelta di effettuare tale accordo sia stata concretizzata da un punto di vista programmatico e non politico,come si fa a non capire che a distanza di più di un anno il risultato è un evidente immobilismo amministrativo che è sotto gli occhi di tutti i cittadini? Da cittadino denoto che a livello locale, è presente un grande partito dei consiglieri dove ci si disinteressa completamente della volontà degli altri e soprattutto non si riesce a capire il “dramma politico” di un partito e di una coalizione. Il dato politico chiaro è che un anno fa la coalizione di centro-destra era una formidabile
squadra di 6 liste che portarono ad un 54% ,dato importante e arricchito dal contributo di tanti giovani (ora demotivati e sicuramente distanti da tale classe dirigente). Questo dato appare ora un utopistico risultato da raggiungere, lontano anni luce e nessuno dei dirigenti del partito fa autocritica!!! Se questo dato è inarrivabile oggi e se la coalizione si è sfaldata la colpa di chi è ? Credo che la politica non debba essere solo scontro e propaganda, ma si deve ispirare a valori e programmi per garantire l’interesse ed il bene di tutti ed io (e non sono il solo) non ho riscontrato questa visione nell’agire dei dirigenti locale del Popolo della Libertà e ne traggo perciò le mie conclusioni. Personalmente non ho bisogno della politica per vivere ma mi piacerebbe poter dare il mio contributo nel prossimo futuro insieme a persone di alto profilo morale e che scelgono di fare politica per la crescita collettiva e non per interessi individuali. La mia è una scelta amara e sofferta anche perché mio padre è stato il fondatore di Forza Italia a Torremaggiore ma la mia è una scelta obbligata, perché ho capito che non c’è
spazio per me e per chi come me intende la politica come qualcosa di nobile per migliorare le condizioni di tutti. In questa fase tra gli esponenti di centro-destra mi sento di esprimere stima personale e condivisione per il percorso politico locale del consigliere comunale dott. Pasquale Monteleone a cui auguro di proseguire su questa strada che reputo corretta e giusta. La serietà e la coerenza in politica non sono concetti propriamente comuni ma anche se deluso non perdo l’ottimismo e credo che ,se non ci opponiamo a questo modo di far politica e non ci impegniamo in prima persona per cambiare in meglio la nostra realtà, cosa vogliamo pretendere poi da chi mal ci rappresenta? Ci tengo a precisare che in data 28 giugno 2011 poco prima di una riunione di partito pur non partecipandovi ,per correttezza ho raggiunto telefonicamente il Coordinatore protempore pidiellino ufficializzando la mia scelta di uscire dal Popolo della Libertà. Durante la riunione,da quanto appreso ( data la persona ,sono certo sia vero) non si è fatta autocritica e non si è tenuto conto di quanto triste sia la situazione locale del Popolo della libertà e di quella che era una coalizione forte e coesa ora inesistente e di un gradimento del partito ridotto ai minimi termini. Non sono l’unico giovane che si è sentito preso in giro da questi signori, anche altri giovani che hanno attivamente fatto campagna elettorale ( penso ai tanti amici della lista civica De Vita) hanno ricevuto il medesimo trattamento e personalmente per il risultato ottenuto e per essere stato fino a pochi giorni fa membro del Direttivo del partito ne sono ancor più amareggiato. Evidentemente per costoro siamo solo dei NUMERI, perché senza i numeri non si vincono le elezioni. Siamo serviti per la campagna elettorale ma dopo siamo stati gettati come un rifiuto nella spazzatura. Come si può sostenere che i giovani si devono interessare di politica se dopo il modo di agire è questo? Nonostante tutto questo,desidero rivolgere un appello soprattutto ai giovani seri,onesti e motivati di lottare per il proprio paese, per il proprio futuro e quello delle generazioni a venire. Concludo ritenendo che non possa essere formulata conclusione migliore di questa mia scelta di libertà attraverso la citazione di una frase di Ezra Pound: “Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono niente, o non vale niente lui.”

In fede

Dott. Roberto D’Amore

Torremaggiore 29 giugno 2011

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