“L’ultimo dì a Corte di Federico” Rappresentazione teatrale in due atti il 31 luglio

11 luglio 2011

1^ edizione: Fiorentino sotto le stelle

Andrà in scena il prossimo 31 luglio a Fiorentino l’evento teatrale in due atti, a cura del Centro Attività Culturali “D. Tommaso Leccisotti”, per la regia di Ciro Panzone e la consulenza artistica progettuale di Walter Scudero. Lo spettacolo, patrocinato dal Comune di Torremaggiore e dalla Provincia di Foggia, narra gli ultimi giorni a corte dell’imperatore Federico II di Svevia, morto appunto a Fiorentino nel 1250. È realizzato con un nutrito cast di bravi attori locali, nonché di decine di comparse del Corteo Storico di Fiorentino, il cui svolgimento avverrà la settimana successiva, per la precisione nei giorni 6 e 7 agosto. L’ingresso è previsto alle ore 19,30, il sipario si apre alle ore 20,00. Si accede con invito su prenotazione – posti a sedere limitati fino ad esaurimento disponibilità. È possibile parcheggiare le auto nello spazio esistente sotto la collina di Fiorentino.
Il pubblico potrà accedere su nell’area prevista per assistere alla rappresentazione mediante le navette bus disponibili per l’occasione.
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi al Centro “D.T. Leccisotti”: Cell. 389-92857078 www.corteostorico.it e-mail: centroleccisotti@corteostorico.it

Lo Staff di Torremaggiore.Com consiglia la visione di questi due filmati tratti da YouTube

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Comunicato Fortore Habitat:Campo Estivo a Fattoria Fiorentino

31 maggio 2011

CAMPO ESTIVO A“FATTORIA FIORENTINO”

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6 giorni tra natura, giochi, laboratori del gusto ed educazione ambientale dal 20 e 25 giugno 2011 per bambini da i 6 ai 13 anni , tutte le mattine dalle 8,30 alle 13,30

Presso FATTORIA FIORENTINO –LOCALITA’ CASTELFIORENTINO – MASSERIA DIDATTICA RICONOSCIUTA DALLA REGIONE PUGLIA

È possibile scaricare tutte le informazioni ed il modulo di iscrizione su www.fortorehabitat.it

Per info e prenotazioni

Fortore Habitat s.c.s

Via XX Settembre, 54 san Paolo di Civitate -FG

Tel/Fax 0882.553074

Cell. 333.7531927 – 389.6823499

info@fortorehabitat.it www.fortorehabitat.it

MitoAlfaRomeo.com


Comunicato UdC “Diciamola tutta”…tutto quello che non avete mai saputo

8 maggio 2011

Pubblichiamo il comunicato ufficiale della Sezione dell’Unione di Centro di Torremaggiore

UDC TORREMAGGIORE

E’ arrivato il momento di fare in modo che chi ha le colpe di questa vergogna amministrativa abbia il coraggio di venire finalmente fuori dal buco. L’Unione Di Centro di Torremaggiore continua a mettere al corrente i Cittadini di Torremaggiore su quelle verità che si vogliono far passare inosservate eludendo anche la stampa ed i media . Caro De Vita Leonardo come hai potuto declassare la PDL a piccolo movimento politico in ostaggio di un manipolo di improvvisati artisti da strada? Adesso noi dell’UDC vogliamo sapere perchè non hai mantenuto la promessa di dimettere in massa i tuoi Consiglieri in caso di vittoria di Ciancio?
Perchè ,in barba a tutte le direttive che giungevano dal Partito Provinciale , hai continuato a far umiliare i tuoi Consiglieri e non hai mai difeso la linea del Partito? Perchè un Partito che vanta la maggioranza relativa in Torremaggiore deve sottostare ai dettami di Carlucci e Ciancio ed essere umiliato fino al punto di diventare un PDL ridicolo a livello Nazionale? Perchè ti nascondi dietro Italo Stella ,che non ha nessuna colpa dei
tuoi errori, ma che ha perso la sua credibilità di figura politica di elevato spessore solo grazie a te?
Perchè hai continuato ad andare in Consiglio Comunale e non hai capito che i tuoi Uomini volevano che tu tirassi fuori i testicoli ?(si puo’ dire) ! Ma veramente un Leader di partito puo’ arrivare a questi estremi?
Perchè non ammetti che questo scempio è opera tua e non racconti ai tuoi uomini perchè non hai voluto vincere facendo parlare Severino Carlucci per conto e nome tuo? Noi vorremmo conoscere la tua vera appartenenza Politica : ma tu chi sei ? Il mago Merlino, Pinocchio o il Gatto e la Volpe,Batman o Joker?
Noi abbiamo una idea . Tu sei Maria de Filippi e ci hai fatto fare un bel giro ad Amici con l’unico risultato che li con le carte si vince con te invece si mischiano soltanto!

Il Segretario Sezionale dell’ Unione Di Centro di Torremaggiore (FG)
Dott. Costanzo Di Iorio


Non gli rinnovano il contratto, 25enne torremaggiorese causa incendio per ritorsione

20 ottobre 2010

Apprendiamo dal sito dell’ ANSA che un torremaggiorese di 25 anni, P.A., residente a San Salvo (CH) ha appiccato il fuoco a dei bancali di legno nell’azienda dove lavorava. Al lavoratore non era stato rinnovato il contratto di lavoro. Tre ore e’ durato l’intervento dei Vigili del Fuoco per spegnere il rogo.Gli accertamenti sono stati compiuti dai carabinieri della locale stazione e della Compagnia di Vasto, il giovane è stato denunciato dai militari dell’Arma. L’azienda, Cilli srl, realizza sedili per i furgoni Ducato della Sevel di Atessa (Chieti).

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Comunicato Associazione Sacco&Vanzetti:LETTERA APERTA AI SINDACI DI CAPITANATA

12 ottobre 2010

Segue comunicato ufficiale dell’Associazione Politico Culturale ONLUS Sacco e Vanzetti.

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Oggetto: Proposta di adesione alla Giornata Internazionale “Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte”, 30 novembre 2010.

Gentilissimo Sig. SINDACO,

La nostra Associazione ha aderito alla Giornata Internazionale “Città per la Vita- Città contro la Pena di Morte”, che ricorda l’anniversario della prima abolizione della pena di morte dall’ordinamento di uno stato europeo, da parte del Granducato di Toscana nel 1786. L’iniziativa – giunta alla sua quinta edizione – è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e sostenuta dalle principali associazioni internazionali per i diritti umani, raccolte all’interno della World Coalition Against the Death Penalty (tra cui Amnesty International, Ensemble contre la Peine de Mort, International Penal Reform, FIACAT).

Quest’anno già 1120 città di tutto il Mondo (e, a tutt’oggi, 520, fra cui FOGGIA e BARI, solo in Italia) si sono impegnate a testimoniare la loro adesione a “Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte” illuminando in maniera “particolare” i loro monumenti “simbolo” (dal Colosseo a Roma alla Plaza de Santa Ana di Madrid, dall’Obelisco centrale di Buenos Aires al Palazzo della Moneda a Santiago, dall’Atomium di Bruxelles alla Piazza della cattedrale di Barcellona) per formare un ampio schieramento morale mondiale al fine di chiedere di fermare tutte le esecuzioni capitali.

La pena capitale nel mondo appare utilizzata in un numero sempre più ristretto di Paesi e tale tendenza appare costante a partire dall’ultimo quarto del secolo scorso fino ad oggi. Tuttavia anacronistici richiami alla sua reintroduzione in Europa, o giustificazioni inaccettabili a favore della sua applicazione in Iraq, come pure la lunga strada ancora da percorrere per giungere alla sua abolizione universale, richiedono una tenace e incisiva azione per l’affermazione della civiltà del diritto e della difesa della dignità dell’uomo.

Progressi del fronte abolizionista si segnalano, a livello di opinione pubblica o nelle leadership, anche in molti stati mantenitori quali gli Stati Uniti, dove si è aperto un ampio dibattito sulla costituzionalità dell’iniezione letale, così come in alcuni importanti Paesi dell’Asia (Taiwan, Corea del Sud).

In Giappone un nutrito gruppo di parlamentari ha proposto una moratoria delle esecuzioni. Recentemente anche in Cina, Paese che detiene il record delle esecuzioni (circa 5.000 ogni anno), si sono registrati alcuni importanti segnali, come la decisione della Corte Suprema di avocare a sè tutte le condanne a morte, decisione che si spera riuscirà a limitare il numero delle esecuzioni in un prossimo futuro. Occorre poi ricordare l’abolizione avvenuta in un Paese importante come le Filippine, dove il Presidente Arroyo, con il sostegno del Parlamento e della Chiesa cattolica, ha definitivamente annunciato la fine delle esecuzioni.

Il Messico, nel corso del 2006, ha sancito la morte della pena capitale, segnando un punto di non ritorno decisivo per l’intera America Centrale e Latina.

L’Africa, pur provata più di altri continenti dai conflitti e dalle povertà, si distingue per un trend positivo sia nella diminuzione costante del numero delle esecuzioni che nell’aumento dei Paesi che attuano una moratoria de facto.

Se intende aderire all’iniziativa può comunicarci gentilmente (e/o direttamente al sito della Comunità di Sant’Egidio http://www.santegidio.org ) il monumento della Sua Città, che avrà cura di illuminare in “maniera speciale” quella sera.

Il presidente Matteo Marolla
Il presidente onorario Fernanda Sacco


Dichiarazioni Della Presidente COALIT Arianna Ballotta

1 settembre 2010

Il 23 agosto scorso ho avuto l’onore ed il piacere di partecipare a Torremaggiore (FG) al Sacco & Vanzetti Memorial Day su invito dell’associazione Sacco & Vanzetti (www.saccoevanzetti.org), che ancora pubblicamente ringrazio per aver organizzato, nuovamente, un evento tanto importante ed indispensabile affinche’ la memoria venga tenuta viva, considerando – ed il momento che stiamo vivendo lo dimostra – che il genere umano purtroppo non impara dalla storia, troppo in fretta dimentica cio’ che e’ stato e non vede cio’ che e’ ancora.

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Oltre a me, come rappresentante della Coalizione Italiana contro la Pena di Morte Onlus, erano presenti la nipote di Nicola Sacco, Fernanda, Matteo Marolla, Presidente dell’associazione stessa, l’On. Antonio di Pietro che con l’occasione ha inaugurato la locale sede dell’IdV, Michele Rizzi, coordinatore regionale del PdAC, Mimmo Gioia e Teresa Marcone (figlia di Francesco Marcone) di LIBERA, Cesare Sangalli di Amnesty International, e con testimonianza video, Roberto Malini del Gruppo EveryOne.

Tantissimi i presenti, una grande folla che riempiva la piazza ed ascoltava in silenzio i relatori, guardando le immagini che scorrevano sul grande schermo.

L’evento, come intuibile dal nome, viene organizzato ogni anno per commemorare i nostri connazionali Sacco & Vanzetti condannati a morte in seguito ad una abile montatura e giustiziati in Massachusetts il 23 agosto del 1927. Chi erano lo sappiamo tutti: due operai anarchici, giustamente ribelli, presi di mira – in quell’epoca di furore anticomunista, all’indomani della Rivoluzione d’Ottobre – perche’ immigrati italiani e perche’ attivisti in difesa della classe operaia. Unicamente colpevoli, insomma, di voler praticare il proprio pensiero e di voler vivere in modo coerente, difendendo le proprie idee. Martiri, quindi, di una giustizia profondamente ingiusta, xenofoba e razzista, vittime dell’inaccettabile pena capitale, dopo anni di agonia trascorsi in un orrendo braccio della morte istituito da un governo cosiddetto democratico.

Casi simili, nell’America di oggi, ce ne sono ancora. Chi non conosce, infatti, quello del giornalista nero Mumia Abu Jamal (per saperne di piu’: http://www.freemumia.com), condannato a morte ed ancora rinchiuso – da innocente – in uno dei bracci della morte della Pennsylvania? Ma senza spostarci dall’altra parte dell’oceano, pensiamo a quanto accade ogni giorno nel nostro Paese, l’Italia, dove per fortuna non e’ prevista dal nostro Ordinamento la pena di morte (anche se qualcuno ogni tanto ne parla….. e se si arrivasse a cambiare la Costituzione, addirittura potrebbe diventare possibile reintrodurla anche da noi!) e dove, quindi, non e’ possibile arrivare ad eliminare fisicamente chi non ci sta bene, ma dove, ahinoi, un numero impressionante di persone e’ sottoposto ogni giorno ad ogni genere di pregiudizi, ad una intollerabile intolleranza, a disgustosi fenomeni di razzismo. Cioe’ ad una sorta di pena di morte, una morte sociale, che impedisce ad altri esseri umani, ad altri immigrati – come lo erano Sacco & Vanzetti – di vivere dignitosamente in un Paese che non e’ il loro. Spesso perche’ privi di quel documento – il Permesso di Soggiorno – che attesta la loro esistenza, ma il piu’ delle volte semplicemente perche’ “diversi”. Quanti i luoghi comuni, ahinoi! “I negri puzzano, non hanno voglia di lavorare” (nell’America del XX Secolo lo si diceva degli italiani). “Sono incivili e quelli che vengono qui sono ignoranti” (invece, gli immigrati, regolari o no, hanno un titolo di studio uguale o superiore alla media dei lavoratori italiani). “Rubano il lavoro agli italiani” (invece, il 72% dei lavoratori stranieri e’ personale non qualificato e fa lavori manuali che gli italiani, purtroppo, non sono piu’ disposti a fare…. Non era forse così anche in passato, quando in altri Paesi del mondo eravamo NOI i “diversi”?). “Meno immigrati, meno criminali” (tristissima frase, falsa, diventata famosa perche’ pronunciata dal premier Berlusconi nel gennaio del 2010, peraltro smentita da studi ufficiali sia di Banca d’Italia che Istat).
Potrei andare avanti per ore, ma scelgo di fermarmi qui, in quanto il concetto mi sembra chiaro.

Non a caso quest’anno l’associazione Sacco & Vanzetti ha dedicato la veglia a Faith Aiworo, un’immigrata nigeriana “clandestina”, fuggita dal proprio Paese in quanto passibile di pena capitale per aver accidentalmente ucciso il suo stupratore e – nonostante il rischio di pena di morte – rimandata in Nigeria dal nostro governo il luglio scorso per non aver ottemperato a due decreti di espulsione! E poco importa, al nostro governo, se esistono leggi, italiane ed internazionali, che vietano il rimpatrio di chi rischia una condanna capitale. Come, ad esempio, l’art. 19, comma 2°, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che testualmente recita: “Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti”.

Il caso di Faith non e’ che un esempio dell’orrore di oggi, uguale a quello di ieri. Della prevaricazione dell’uomo sull’uomo. Dell’oppressione in ogni sua forma. Cio’ contro cui Sacco e Vanzetti si erano schierati e per cui sono morti.

Ho sentito di critiche recenti mosse a quest’ultimo Memorial Day, soprattutto per la presenza dell’On. Di Pietro, considerata da qualcuno inopportuna. Ognuno, ci mancherebbe, e’ libero di avere ed esprimere la propria opinione. Desidero tuttavia dire, perche’ presente all’evento in qualita’ di relatrice e Presidente di un’associazione senza scopo di lucro totalmente apolitica ed apartitica, che da anni si occupa di diritti umani, che – appunto – si e’ parlato unicamente di diritti umani. Ogni relatore ha espresso in assoluta liberta’ il proprio pensiero in relazione al tema, in base alle proprie esperienze specifiche, soprattutto esperienze di vita vissuta. Non vi e’ stata strumentalizzazione politica. Nello specifico, l’On. Di Pietro – da ex magistrato – ha espresso il proprio parere assolutamente contrario alla pena capitale, sottolineando l’importanza – che sottoscrivo – del processo equo, inteso come fondamentale diritto dell’uomo riconosciuto come tale in ogni ordinamento in essere in uno Stato di diritto e sancito, fra l’altro, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Quel processo equo, tanto per intenderci, che fu negato a Sacco e Vanzetti nonostante quanto previsto dal Sesto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America.

Ho personalmente apprezzato ogni singolo intervento fatto ed ogni contributo dato, dal primo all’ultimo momento dell’evento. E, come ho gia’ avuto modo di dire direttamente agli organizzatori, ho notato nei membri di questa piccola ma importantissima associazione, una passione ed una sete di giustizia che sono purtroppo diventate merce rara ai giorni nostri. Ho sentito nel profondo – all’inizio del convegno, durante lo stesso, mentre si suonava musica, si leggevano poesie, si camminava con le fiaccole verso il cimitero – una partecipazione vera ed una condivisione che da tempo non sentivo.

Grazie, quindi, a chi ha fatto in modo che l’evento venisse realizzato, a chi c’era e a chi ogni giorno, dietro o davanti le quinte, opera in difesa dei diritti dell’uomo e contribuisce, in ogni modo, a tenere viva la memoria affinche’ quanto accaduto allora e quanto accade ancora oggi possa, finalmente, non accadere piu’ in futuro.

Arianna Ballotta
Presidente
Coalizione Italiana contro la Pena di Morte Onlus
http://www.coalit.it


Comunicato IDV Torremaggiore:MANIFESTAZIONE PER IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI

30 agosto 2010

Segue comunicato stampa dell’IDV Torremaggiore

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Questa sera 30 agosto 2010 alle ore 21:00 presso la sede dell’Italia dei Valori di Piazza Gramsci a Torremaggiore, manifesteremo per il rispetto dei diritti umani dei libici e di tutte le persone del mondo.

Riteniamo che il colonnello Gheddafi non sia una persona di Stato ma di Oppressione, da accogliere con le dovute manette e non con gli inopportuni allori (500 hostess per accogliere un dittatore ci fanno rabbrividire).

Il colonnello Gheddafi opprime la popolazione libica e non fa nulla per la difesa dei diritti umani, dovrebbe essere giudicato come tutti i dittatori e oppressori dal tribunale penale e internazionale dell’AJA.

Invitiamo tutti i cittadini a manifestare e indignarsi insieme a noi contro le dittature come quella di Gheddafi e per richiedere il rispetto dei diritti umani.


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